159-72; R. Price, The senses of virtù in Machiavelli, «European studies review», 1973, 3, pp. Civismo e prudenza tra Machiavelli e gli antichi, Napoli 2003; C. Vivanti, introduzione e commento a N. Machiavelli, Opere, 3° vol., Torino 2005; G. Inglese, Per Machiavelli. La v. appare come una categoria ‘plurale’ (cfr. Una seconda forma è la v. del popolo, della moltitudine e dell’esercito, v. collettiva assolutamente imprescindibile per la vitalità di uno Stato e per il buon funzionamento della milizia (tra le singole individualità e gli organi collettivi dovrebbe esistere un rapporto di mutua fiducia basato su una corrispondenza ‘virtuosa’ e ‘affettuosa’). In alcuni passaggi machiavelliani si ravvisa, tuttavia, il tentativo di offrire una sponda normativa alla v., quasi a correggere l’eccessiva flessibilità di questo termine che corre il rischio di apparire modellato unicamente sulla dỳnamis. Tipologie di virtù in Machiavelli, Manziana 2008; P. Vincieri, Machiavelli. Michele Ciliberto: Machiavelli, tra virtù e Fortuna, conflitto e … 3 Virtù und Fortuna. Il termine greco ἀρετή e quello latino virtus stanno, infatti, a indicare una particolare capacità o una condizione di eccellenza. Il nesso tra gloria e limiti morali invalicabili ricorre anche in Discorsi III xl 5: «io non intendo quella fraude essere gloriosa che ti fa rompere la fede e i patti fatti» e in Arte della guerra I 65: «dico che Pompeo e Cesare [...] acquistarono fama come valenti uomini, non come buoni; e quegli che erano vivuti avanti a loro, acquistarono gloria come valenti e buoni». Era di famiglia agiata e nobile; la tradizione racconta che gli era stato inizialmente imposto il nome del nonno, Aristocle, e che quello di Πλάτων gli fu dato più tardi con scherzosa allusione al suo esser πλατύς "largo". Πλάτων, lat. Als Leitfaden gibt ihm Machiavelli den „Il Principe“ in die Hand, der ihm helfen soll, seine Herrschaft zu behaupten, blühen zu lassen, sich gegen Feinde zu wehren und stets der beispielhafte, virtùhafte Staatsmann zu bleiben (oder zumindest nach außen hin darzustellen), der er jetzt zu Beginn seiner Herrschaft ist. La presenza di movimenti esterni alla volontà dell’uomo e degli stati in grado di dislocare la v. attraverso meccanismi di ‘dispersione’ e ‘spegnimento’ non compare per la prima volta in questa sede (si pensi al capitolo “Di Fortuna”, al proemio di Discorsi II o al II libro dell’Arte della guerra), ma trova nel proemio del V libro delle Istorie una configurazione teorica esplicita. Mentre l’antichità viene onorata e imitata nella scultura e nelle arti, non ugualmente accade per la storia antica che è ammirata, ma non imitata, a tal punto che della v. dei regni e delle repubbliche antiche non è rimasta traccia. 1 Einleitung. Ho cercato di rendere più chiaro il linguaggio del Machiavelli che usa lo stesso vocabolo per indicare concetti generali che noi tendiamo a differenziare. Im letzten Kapitel werde ich die immerwährende Aktualität des „Il Principe” unter Bezugnahme der letzten Bundestagswahlen-aufzeigen . Testo del capitolo 7 del principe di Niccolò Machiavelli “Chi riesce a diventare principe con nessuna virtù, avrà problemi a mantenere questo titolo. Si parla di virtus per distinguere la v. machiavelliana da quella penitenziale di Girolamo Savonarola e, più in generale, dalla v. cristiana fondata sulla humilitas, la cui potenza antipolitica è messa in risalto da M., per es. 61-75; Q. Skinner, Visions of politics, 2° vol., Renaissance virtues, Cambridge 2002 (trad. it. “il Principe” è un trattato atto a fornire a tutti i regnanti italiani un modello di comportamento che deve adattarsi alla “realtà effettuale dei tempi”. Una sponda normativa. Florentine political thought and the atlantic republican tradition, Princeton 1975 (trad. it. aretè Parola greca (ἀρετή) che in origine significava la capacità di qualsiasi cosa, animale o persona di assolvere bene il proprio compito: così c’è un’arete dell’arco, un’arete del cavallo ecc. Insegnare la virtù. Storia del suo pensiero politico, I, Bologna, il Mulino 19933, pp. La parola virtù, come già in latino, 325-39; V. Kahn, Virtù and the example of Agathocles in Machiavelli’s Prince, in Machiavelli and the discourse of literature, ed. Wenn man das antike Rom als Ideal eines blühenden Staates sieht, fragt man sich, wie dieser jemals zerstört werden konnte. [6] Der uomo virtuoso ist in völliger Hingabe und Interesse dem Staatswesen verpflichtet. Selbst die Untersuchung von Fortuna und Virtù, die ich weitestgehend auf den „Il Principe“, und sogar auf die, im Seminar behandelten Kapitel 18 und 25 beschränken wollte, war ohne Hinzuziehung weiterer Werke Machiavellis nicht machbar. Il concetto di v. in M. non risponde pertanto alle partizioni gerarchiche di Platone (Repubblica IV), Plotino (Enneadi I), Macrobio (Commentarium in somnium Scipionis I 8,5), né alle classificazioni aristoteliche (Etica Nicomachea) né infine a quelle allegorico-dottrinarie (derivanti dalla Psycomachia di Prudenzio). La v. di Agatocle consiste nella straordinaria capacità di entrare e uscire dai pericoli con una rara grandezza d’animo. 1345-1403; G. Sasso, Niccolò Machiavelli, 2° vol., La storiografia, Bologna 1993; C. Vivanti, introduzione e commento a N. Machiavelli, Opere, 1° vol., Torino 1997; I. Cervelli, Machiavelli e la successione degli imperi universali, «Rinascimento», 1998, 38, pp. A.R. Le difficoltà che sorgeranno saranno causate dai nuovi ordinamenti che il principe … L’unico modello di v. imitabile è dunque tale solo in apparenza, proiettato in uno spazio utopistico regolato da una sorta di immaginazione operativa che riproduce i vecchi meccanismi teorici del Principe e dei Discorsi sublimando però le aporie, le contraddizioni e i dilemmi tipici di quella scrittura in una sorta di meditatio mortis sulla perfezione perduta della virtù. Svincolandosi dalle griglie normative della filosofia, M. inaugura una sorta di eclettismo anomalo nell’uso degli archetipi che vengono contaminati e riformulati in modo spesso paradossale e ‘scandaloso’. L’arte dello stato, la cognizione delle storie, Roma 2006; A. Capata, Il lessico dell’esclusione. Il Principe di Machiavelli: analisi e trama. [6] vgl. La politica è personificata soprattutto dalla virtù del principe, la cui sovranità è necessaria al passaggio dall'anarchia ad uno stato di sicurezza sociale. Al di là degli aspetti particolari, per cui → artiglieria, ciò che a noi interessa sottolineare è la recisa rivendicazione da parte di M. di un modello di v. militare fondata sulla forza del corpo e non sulla forza delle armi da fuoco, considerate una inefficace scorciatoia. Inoltre, M. non fornisce un reticolato delle sue auctoritates, come ci ricorda Cesare Vasoli: [in M.] solo assai raramente compaiono i nomi di Aristotele, di Platone e dello stesso grande divulgatore Cicerone, e non si trova alcun riferimento diretto a Epicuro o a Lucrezio, a Plotino ed ai neoplatonici, agli scettici, insomma alle litigiose scuole dei filosofi antichi (Machiavelli e la filosofia degli antichi, in Cultura e scrittura di Machiavelli, Atti del Convegno, Firenze-Pisa 27-30 ottobre 1997, 1998, p. 46). Im anschließenden Kapitel betrachte ich Virtù und Fortuna mit einigen ihrer eng verknüpften Eigenschaften, werde dann auf die enge Beziehung zwischen Virtù und Fortuna eingehen, Berührungspunkte aufzeigen und somit das Eingreifen Fortunas in das Staatswesen begründen. Eben dies begründet Machiavelli damit, daß der Staat im Laufe seiner Geschichte blühende Herrschaftsformen und Entartungsformen des völligen Verfalls (città corotta) erlebt. Im wesentlichen wird das Staatswesen geprägt von Virtù und Fortuna. Kahn 1993, p. 201: «In un mondo in cui una facoltà flessibile di giudizio è costitutiva della virtù, non è sorprendente che Machiavelli non ci offra alcuna definizione sostanziale delle sue condizioni»), che accoglie, modificandoli, significati già stratificati nelle diverse accezioni italiane e latine. Non esistono per M. gradi di v. concepiti in modo gerarchico-piramidale, non è prevista nessuna ascesi morale o religiosa dal ‘basso’ verso l’‘alto’, né viene contemplata un’idea di v. come habitus. I termini con cui l’anima è designata appaiono ... (gr. 410-412. In questo passaggio del Principe M. ritiene che «la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l’altra metà, o presso, a noi» configurando una teoria dell’equa spartizione tra ‘dominio della capacità’ e ‘dominio della sorte’. L’«antica virtù» si iscrive dunque in una dimensione etico-politica. Mancando un vincolo di solidarietà affettuosa tra il capitano e i suoi soldati, e sostituendo il vincolo virtuoso con la dipendenza dal denaro si crea un esercito incline al tradimento. Ha dipoi posto il sommo bene nella umiltà [...]» (si veda a tale proposito L. Rizzi, Humilitas e ferinitas. begehrt mehr und mehr[3], führt Kriege aus Gier und Machtsucht und ordnet sich im Laufe der Zeit immer weniger den Tugenden prudenza, pietà, umanità, carità, integrità, fede und religione unter, die der Virtù zuzuschreiben sind. L’antica v. potrebbe essere risuscitata se solo si prestasse, verso le storie antiche, la stessa attenzione che si riserva alle altre manifestazioni dell’antico. La questione chiama in campo lo statuto di genere delle opere di M., dal momento che l’orizzonte d’attesa storico-sociologico dei lettori potrebbe incidere sul valore esemplificativo della v. e sul suo valore didascalico. Hegel lettore di Machiavelli 99 occupatore d’esso discorrere tutte quelle offese che gli è necessario fare, e tutte farle a uno tratto per non le avere a rinnovare ogni dì e potere, non le innovando, assicurare li uomini e guadagnarseli con benificarli”. Kapitel seines „Il Principe“. – 1. a. Disposizione naturale a fuggire il male e fare il bene,... giustìzia s. f. [dal lat. Nel primo esempio M., descrivendo i modi attraverso i quali «Agatocle siciliano, non solo di privata ma di infima e abietta fortuna, divenne re di Siracusa» (Principe viii 4), ci presenta un uomo che «accompagnò le sua sceleratezze con tanta virtù di animo e di corpo che voltosi alla milizia, per li gradi di quella pervenne a essere pretore di Siracusa» (§ 5). La Virtù e la fortuna sono le due forze antagoniste e che concorrono insieme nel campo dell’azione politica secondo Macchiavelli. Plato). Per disegnare un profilo della v. machiavelliana vale sempre quanto osservava Felix Gilbert: nei suoi scritti la parola ha un significato molteplice; sostanzialmente essa era l’italianizzazione del latino virtus e denotava la qualità fondamentale che permette all’uomo di compiere azioni e opere grandi. Principe 25; vgl. Il Principe: da Machiavelli all’antipolitica - Golem Informazione [...] [M.] usa questo concetto per rispecchiare l’idea [...] che il successo politico non dipende dalla giustezza d’una causa o dall’uso dell’intelligenza, e che la vittoria può arridere contro ogni ragione a chi è ispirato da una volontà risoluta e tenace o da qualche indefinibile forza interiore (Machiavelli and Guicciardini. Di qui il successivo accostamento al tema semantico del latino virtus (questa infatti non è che l’arete ... virtù Il termine non ebbe originariamente quel significato specificamente morale che ha avuto in seguito nelle dottrine filosofiche e religiose. Fortuna und das Prinzip Hoffnung bei Machiavelli., - Publikation als eBook und Buch Si tratta di un correttivo introdotto da M. in alcuni casi per porre un limite al relativismo morale (limite evidentemente ignorato o aggirato dai fautori dell’antimachiavellismo). it. Probabilmente, come suggerisce Corrado Vivanti (1997, p. 898 nota 12), l’idea dell’immutabilità della natura umana, intesa come immutabilità delle ‘passioni’, perviene a M. da Lucrezio, un autore con il quale il Segretario ha molta dimestichezza fin dalla trascrizione giovanile del De rerum natura. Non possiamo sostenere che M. prospetti coerentemente nelle sue opere il ritratto del ‘perfetto politico virtuoso’ anche perché in M. la v. non sfocia nell’individuazione di un carattere ‘virtuoso’ (Mans field 1966, p. 45: «per M. la virtù non consiste nell’avere un carattere virtuoso, come per Aristotele»), non dà luogo a un profilo comportamentale coerente, non si traduce cioè in una serie di v. o qualità da poter elogiare e da poter imitare. it. 151-59, seppure con differenze. Während der Recherche und meiner Arbeit an dieser Hausarbeit mußte ich immer wieder feststellen, wie allumfassend Machiavellis Werke sind und. Quanto alla terza cosa detta da costoro, che non si possa venire alle mani e che la guerra si condurrà tutta in su l’artiglierie, dico questa opinione essere al tutto falsa, e così fia sempre tenuta da coloro che secondo l’antica virtù vorranno adoperare gli eserciti loro. L’idea del valore esemplare della storia non è di certo un’invenzione di M.: occorre citare almeno Polibio, Historiae I 1; Livio, Ab urbe condita I Praefatio; Cicerone, De oratore II 9. fast eingestehen, daß eine Arbeit über den Principe so gut wie unmöglich ist, ohne Werke wie die „Discorsi“ oder „Istorie“ zu beachten. L’autore abbandona la dimensione municipale per innalzarsi a un livello italiano più generale, con il pretesto di seguire la politica estera di Firenze, e tralascia simultaneamente anche il criterio della ‘lotta di classe’ per l’analisi dei contrasti e dei movimenti storici optando per diversi criteri interpretativi. Il fatto che la v. sia priva di referenti etici precostituiti non comporta l’idea di un M. amorale, pronto a teorizzare ogni perfida macchinazione. In particolare, nel delineare la v. M. non si priva di consistenti appoggi o riflessi filosofici, come quello derivante dal capitolo sul tiranno della Politica di Aristotele (V 11, 1314b-1315a) che è alla base del ‘realismo politico’ tradizionale. Ascoli, V. Kahn, Ithaca-London 1993, pp. L’utopia dell’antica v. è però ancora una volta una risposta non precettistica e non normativa, che esclude la possibilità di una vera imitatio per l’astrattezza degli schemi di combattimento prefigurati dal Segretario nei libri II e III dell’Arte, e per la mancanza di senso della realtà riguardo alla rivoluzione delle armi da fuoco. Nel Principe di Machiavelli si assiste ad un modo differente di porre il problema morale: nel rispetto della “verità effettuale” sta infatti la virtù del principe. Virtù bezeichnet hier „die Fähigkeit des Menschen, die Kräfte der Natur zu beherrschen und sein Schicksal selbst zu bestimmen.”[10]. Non a caso l’Exhortatio ad capessendam Italiam che chiude il Principe è rivolta a un salvatore ignoto, a un introvabile principe che sia in grado di riscattare l’Italia. DIEGO FUSARO " Machiavelli. Considerato il valore quasi esclusivamente letterario e politico dell’Arte della guerra l’«antica virtù» assume un significato ancor più esemplare appunto perché destinato a parlare alle classi dirigenti dell’Italia traumatizzata dalla fine dell’indipendenza, e non tanto ai tecnici dell’arte militare. di iustus «giusto»]. Da questa ‘reazione’ scaturisce l’affermazione di un potenziale di v. colpevolmente non sfruttato da chi era preposto alla salvaguardia dell’indipendenza italiana, secondo un rapporto elastico tra v. e fortuna riscontrabile anche in Discorsi II xxx 32: «dove gli uomini hanno poca virtù, la fortuna mostra assai la potenza sua; e perché la è varia, variano le repubbliche e gli stati spesso». cristiano]. Machiavelli betrachtet den Staat im Sinne des Geschichtsbildes der Renaissance, d.h. dem Zyklus von Verfall und Aufstieg unterworfen. Der „Il Principe“ kann insofern als ein Aufruf an die Medici gesehen werden, den città corotta aus seinem Elend zu befreien. 27-79; L. Gerbier, Temps historique et virtù politique chez Machiavelli, «Chroniques italiennes», 1998, 53, pp. I significati più frequenti. In Arte della guerra III 149 M. cerca però una conciliazione tra la nuova realtà delle artiglierie e la v. antica facendo dire a Fabrizio Colonna: «Tanto che io vi conchiudo questo: che l’artiglierie, secondo l’opinione mia, non impediscono che non si possono usare gli antichi modi e mostrare l’antica virtù». G. SASSO, Niccolò Machiavelli. Una v. politica sradicata da precisi destinatari storici, eppure a essi ben collegata, pone problemi di metodo circa la possibilità di insegnare la v. secondo i principi della precettistica e quindi sottrae i testi politici machiavelliani, in particolare il Principe, dalla trattatistica ‘tradizionale’ fondata su vincoli normativi stringenti e replicabili. Camillo dimostrò nei suoi tre mandati dittatoriali di aver sempre governato con attenzione al bene pubblico, senza la ricerca della propria utilità, facendo sì che gli uomini non temessero la sua grandezza e non soffrissero di essere inferiori a lui. Nach einem solchen uomo virtuoso verlangt Machiavelli im 26. virtus-ūtis «forza, coraggio», der.  (Philosophische Fakultät). Variamente interpretata, la virtù è una costante disposizione d’animo a fare il bene, al di fuori di ogni considerazione utilitaristica di premio ... VIRTÙ. Er verinnerlicht sämtliche Eigenschaften der Virtù durch die es ihm gelingt der Fortuna entgegenzuwirken, ihren Angriffen vorzubeugen und sie so zu bezwingen.[7]. Der uomo virtuoso schlägt dem insofern entgegen, als „daß er sich beim Gebrauch seiner Macht allein von politischen Absichten und Notwendigkeiten leiten läßt“ [8], somit den Schlägen Fortunas und ihrem negativ beladenen Begleitern ambizione und avarizia ausweicht. Der Staat befindet sich in einer Krise und sehnt sich nach den früheren Zeiten der Ordnung und des Wohlstandes zurück. Essa è come un fiume che quando è in piena distrugge tutto quello che trova, ma quando è calmo gli uomini possono creare argini in modo da incanalare e domare tale forza; ma la fortuna dirige la sua furia dove sa che non sono stati creati argini per indirizzarla. È il caso della v. «istraordinaria» (Discorsi III xxi) detta a volte v. «eccessiva» (Discorsi II ii, III xix, xxi, xxii) o v. «rara» ed «estrema» (Discorsi II ii). Eine ausführliche Untersuchung hätte das Limit einer Proseminarsarbeit bei weitem gesprengt, daher bitte ich um Entschuldigung, verschiedene Themen weniger detailliert erläutert zu haben, als es die Pflicht gegenüber Machiavelli eigentlich gebieten würde. moderno è dovuto principalmente al lat. 315-45; J.G.A. Um die Wichtigkeit von Virtù und Fortuna im Staatswesen hervorheben zu können, werde ich zuerst den Begriff des uomo virtuoso erklären. Eclissi della virtù. Inhalt. Già nel Modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati del 1503 il Segretario fiorentino scrive: «Io ho sentito dire che le istorie sono la maestra delle actioni nostre, et maxime de’ principi, et il mondo fu sempre ad un modo abitato da uomini che hanno avute sempre le medexime passioni». Conchiuggo pertanto, venendo al fine di questo discorso, l’artiglieria essere utile in uno esercito quando vi sia mescolata l’antica virtù, ma, sanza quella, contro a uno esercito virtuoso è inutilissima (§ 45). Categoria-guida del lessico politico di M., la v. conosce una riformulazione del significato ricoperto storicamente nell’etica classico-cristiana in conseguenza della frattura epistemologica che in M. rompe il legame concettuale tra etica e politica, dando vita alla nozione di «autonomia», o di «assolutezza», della politica. La Verità Effettuale – Machiavelli, L'uso della Forza e delle Armi La teoresi machiavelliana sulle cause strutturali del depauperamento della ‘capacità’ politica e militare degli italiani ha uno sbocco bifido, da un lato in Principe xxv e dall’altro nel proemio del V libro delle Istorie fiorentine. Niccolò di Bernardo dei Machiavelli è stato uno storico, filosofo, scrittore, … Il presunto manuale del ‘perfetto principe’ machiavelliano non ha una fisionomia sociologica chiara e la prospettiva repubblicana prevalente nei Discorsi, unita alla militanza politica diretta di M., scoraggia l’individuazione di una precisa figura identitaria (Rinaldi 1993 parla di M. «autore senza destinatario») alla quale possa essere ricondotto l’ammaestramento della virtù. kann. In M. incontriamo una serie di ‘elogi di uomini virtuosi’ (come il caso scabroso di Agatocle, in Principe viii, o quello più ortodosso di Manlio Torquato, in Discorsi III xxii, ma anche quello di Teodorico in Istorie fiorentine I iv o di Michele di Lando in Istorie fiorentine III xvi-xvii), ma non un ‘elogio della v.’ in quanto tale, come categoria morale imitabile e riproducibile. Il Principe è un trattato storico-politico di Niccolò Machiavelli ( AUTORE), composto nel corso del 1513 durante il soggiorno forzato dell'autore all'Albergaccio (il suo podere agricolo presso S. Casciano) dove era stato confinato in seguito al fallito colpo di stato … Secondo Machiavelli coloro che diventano principi con propria virtù, conquisteranno il principato con difficoltà, ma con facilità riusciranno a mantenerlo. IL PRINCIPE MACHIAVELLI CAPITOLO 6. Der uomo virtuoso steht nun also in den Trümmern des città corotta und muß seine Herrschaft begründen. La riflessione machiavelliana parte dalla volontà istintiva di sconfessare l’antica «opinione che le cose del mondo sieno [...] governate da la fortuna e da Dio» (cfr., per es., Cicerone, Tusculanae disputationes v 9-25: vitam regit fortuna, non sapientia, «la fortuna guida la vita, non la sapienza»), con la volontà di reagire anche a una ‘morale della rinuncia’ serpeggiante nella tradizione popolare fiorentina. J.-L. Fournel, Le parole del Principe, «Lettera internazionale», 2006, 90, p. 33: «D’altronde parole fondamentali dell’opera (Stato, ordine, principato, modo, virtù) non tollerano un significato univoco: non rispettare il sistema di riferimenti, la rete intricata che costantemente agisce nel testo, significherebbe tradirli») e ‘flessibile’ (cfr. Nel proemio del V libro M. prospetta un movimento della v. degli Stati che segue un andamento circolare transitando dal «bene» al «male» e dal «male» al «bene» dal momento che la v. «partorisce quiete, la quiete ozio, l’ozio disordine, il disordine rovina; e similmente dalla rovina nasce l’ordine, dall’ordine virtù, da questa gloria e buona fortuna» (§ 2), secondo una specie di ‘teoria dei cicli storici’ in qualche modo imparentata con l’anakỳklosis di Polibio e risalente, in ogni caso, alla teoria della ‘traslazione in cerchio’ che descrive il moto degli eventi delineata da Aristotele in Fisica IV 14, 223b. La condizione di perfezione morale Di particolare rilievo è, a questo proposito, la riflessione politica di M. sulle ragioni dell’eclissi della v. nell’Italia del suo tempo. 2006, p. 191) come avviene nei trattatisti politici quattrocenteschi. Infine un terzo aspetto è quello della v. degli «ordini», ossia la v. delle strutture istituzionali, la capacità di sopravvivenza e di resistenza delle istituzioni statali: la giovinezza dello Stato è garantita da un flusso virtuoso che si diffonde in modo triangolare fra il titolare del potere politico, il popolo e gli ordini. Inoltre, è bene sottolineare come la v. machiavelliana si manifesti solitamente in tre diverse forme. Hier besteht im zerfallenen Staat bereits die Sehnsucht nach einem Führer, der das Elend der ambizione und avarizia und die Planlosigkeit der Fortuna zerschlägt. 154-55). Una sola tecnica, una sola forza e una sola v. morale. Questa prospettiva ha divaricato le posizioni degli studiosi: da un lato Gennaro Sasso fermamente contrario (1993, p. 51 nota 9); dall’altro Vivanti (1997, p. 999 nota 7, e 2005, p. 754 nota 5) che ha rilanciato il nesso fra ‘teoria della traslazione della v.’ e ‘teoria della successione degli imperi’ di origine greca (supportato anche da Cervelli 1998). Je mehr sich der Mensch nun also in das Netz von ambizione und avarizia verstrickt, umso weniger ist er gegen Angriffe Fortunas gerüstet. In questo caso la v. machiavelliana sembra perdere il suo valore assoluto di tecnica e di abilità e trova un limite di tipo morale, una barriera, oltrepassata la quale viene intaccata la gloria di un pur abile personaggio.