Il Crocifisso di Santa Croce è un'opera di Cimabue, dipinta per la basilica di Santa Croce a Firenze dove tuttora è conservata. La croce sagomata è formata, a partire dall’alto, dalla cimasa priva di immagini. Alessandro Da Morrona negò l'autografia di Cimabue. Messina, Isaac, "A New Approach to the Restoration of Cimabue's Santa Croce Crucifix". [26], Rejecting these views, Joseph Archer Crowe and Giovanni Battista Cavalcaselle in 1903 concluded that the Santa Croce crucifix "in technical examination...makes some approach to the Florentine master, but it is rather of its time than by the master himself. Si hanno notizie di lui dal 1272. Un video Zanichelli sul Crocifisso che Cimabue realizzò per la chiesa di san Domenico ad Arezzo Thompson, Nancy. It seems influenced by a thirteenth-century Franciscan Meditation on Christ that emphasised pathos and human interest in the suffering of the Passion; "Turn your eyes away from His divinity for a little while and consider Him purely as a man". È attribuito al 1272-1280 circa ed è alto 4,48 metri e largo 3,90. Prima opera attribuita al maestro, vi si legge un distacco dalla maniera bizantina all'insegna di un maggior espressionismo. È attribuito al 1272-1280 circa ed è alto 4,48 metri e largo 3,90. Il Crocifisso di Giotto nella Chiesa di Santa Maria Novella è una tempera su tavola con oro e vetri di 578 cm x 406. [27] According to Vasari, the crucifix's success led to the commissions at Pisa, Tuscany that established his reputation. [30], A team of restorers led by conservators Umberto Baldini and Ornella Casazza at the "Laboratario del Restauro" in Florence[29][31] spent ten years reapplying paint. Era la seconda volta che l’artista realizzava una croce lignea, dopo la prova del 1270. [29] The wooden frame had significantly weakened, and it was necessary to separate it from both the gesso and canvas to prevent buckling as the reapplied paint dried. Dante lo citò come il maggiore della generazione antecedente a quella di Giotto, parallelamente al poeta Guido Guinizelli e al miniatore Oderisi da Gubbio. "Crocifisso" è un dipinto autografo di Cimabue realizzato con tecnica a tempera su tavola nel 1287-88, misura 448 x 390 cm. [9] Pale tonalities dominate, with the main contrast found in the dark areas of Christ's hair and beard, which are utilised to make the features of his face stand out more, and position his head as the focal point. I crocifissi di Cimabue. [20], Representations of the Virgin and John the Evangelist flank Christ in small rectangular panels at either end of his outstretched arms. Il Crocifisso di Santa Croce è un'opera di Cimabue, dipinta per la basilica di Santa Croce a Firenze e tutt'ora ivi conservato. See Chiellini, 8, Papal Basilica of Saint Mary of the Angels in Assisi, Lives of the Most Excellent Painters, Sculptors, and Architects, Christ enthroned with the Virgin and St John, https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Crucifix_(Cimabue,_Santa_Croce)&oldid=990016303, Paintings depicting the Crucifixion of Jesus, Short description is different from Wikidata, Creative Commons Attribution-ShareAlike License. [3][4] It remains in poor condition despite conservation efforts. 448 x 380. Il perizoma è trasparente e rivela le anatomie sottostanti. Anche la nuova modalità descritta sopra con cui l'artista usa la punta del pennello per le modulazioni chiaroscurali avvicina l'opera alla Maestà del Louvre e alle opere successive, post-datando l'opera rispetto al crocifisso aretino. It is more human and less reliant on idealised facial types,[14] and the anatomy is more convincing. E’ il crocifisso dinanzi al quale San Francesco pregò nel 1205, ricevendone la chiamata a lavorare per la Chiesa del Signore. Senza dubbi fu l'attribuzione di Suida (1905) Aubert (1907), confermata poi da tutti gli altri studiosi. Il Crocifisso di San Domenico ad Arezzo (336x267 cm) è una croce sagomata e dipinta a tempera e oro su tavola di Cimabue, databile attorno al 1268-1271 circa e conservata nella chiesa di San Domenico di Arezzo. It is one of the first Italian artworks to break from the late medieval Byzantine style and is renowned for its technical innovations and humanistic iconography. The work was commissioned by the Franciscan friars of Santa Croce and is built from a complex arrangement of five main and eight ancillary timber boards. There are another eight minor pieces; mostly terminals, bases or framing devices. Il corpo è longilineo e sinuoso e i colori sono arricchiti di una tonalità verde scuro che lo rendono cadaverico, in linea con la concezione dell'opera. ed è custodito nella Basilica di Santa Croce a Firenze. Il Crocifisso di Santa Croce di Cimabuefu realizzato secondo il modello del Christus patiens. [18], The painting contains elements typical of Cimabue's representations of Christ, including the illusionism of the drapery folds, the large halo, long flowing hair, dark, angular faces and dramatic expressions. Nel 1948 fu musealizzato agli Uffizi, ma dieci anni dopo, con la sistemazione del museo di Santa Croce, fece il suo ritorno al complesso francescano. [5][6], The church at Santa Croce was the third that the Franciscans constructed at the site. The cross is painted with deep blue paint, perhaps evoking an eternal or timeless sky. https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Crocifisso_di_Santa_Croce&oldid=116720628, Dipinti nella basilica e nel convento di Santa Croce, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. "[32], The other is the Arezzo crucifix. [17], The work surpasses Cimabue's c. 1268 Arezzo crucifix in several ways. Gaetano Milanesi, nel monumentale commento alle Vite del Vasari (1848), ritenendo di Cimabue la Madonna Rucellai non ne trovava convergenze stilistiche nella croce, che quindi non gli attribuì. Si hanno notizie di lui dal 1272, Dante lo citò come il maggiore della generazione antecedente a quella di Giotto, parallelamente al poeta Guido Guinizelli e al miniatore Oderisi da Gubbio. [7] It was later positioned at the north transept, in the sacristy and by the entrance on the southern flank. Il pregiato dipinto fu distrutto quasi completamente dal famoso alluvione del 1966. In alto è presente il cartiglio I.N.R.I. [29] The restorers succeeded in returning the work close to its original appearance, and it was put back on public display in 1976. The Santa Croce Crucifix is one of the earliest and best known examples of the type. La croce riporta l'iconografia del Christus patiens, cioè un Cristo morente sulla croce, con gli occhi chiusi, la testa appoggiata sulla spalla e il corpo inarcato a sinistra. [19] But in other respects it conforms to the then strict iconography of the thirteenth century. Both are dark-skinned, and bear agonised and sorrowful expressions as they rest their heads on their hands and face inwards towards Christ. A graphic portrayal of human suffering, the painting is of seminal importance in art history and has influenced painters from Michelangelo, Caravaggio and Velázquez to Francis Bacon.[2]. Nel 1284, Cimabue dipinse un Crocifisso per i francescani di Santa Crocea Firenze. "Carpentry and Symmetry in Cimabue's Santa Croce Crucifix". The Crucifix by Cimabue at Santa Croce (c. 1265) is a wooden crucifix, painted in distemper, attributed to the Florentine painter and mosaicist Cimabue, one of two large crucifixes attributed to him. Il Crocifisso di Santa Croce è un'opera di Cimabue, dipinta per la basilica di Santa Croce a Firenze dove tuttora è conservata. [10] The Virgin wears a red dress. "The Crowning Disc of a Duecento 'Crucifixion' and Other Points Relevant to Duccio's Relationship to Cimabue". Typical of depictions of the crucified Christ of this era, with his outstretched arms he is as wide as he is long, conforming to prevalent ideals of proportions. È tristemente nota per aver subito danneggiamenti importanti durante l'alluvione del 4 novembre 1966. [15] This evocation, not present in the main crucified figure, was known as the Christus triumphans ("Triumphant Christ"), and for contemporary – especially Franciscan – taste lacked verisimilitude, as it bore little relation to the actual suffering likely endured during a crucifixion, and overly distanced the divine from the human aspect of Christ. Il Crocifisso di Cimabue, oggi conservato a Firenze, al museo dell’opera di Santa Croce, è un’opera del 1280. È attribuito al 1280 circa ed è alto 3,90 metri. On thinglink.com, edit images, videos and 360 photos in one place. Thousands of artworks were damaged or destroyed; the Crucifix lost 60% of its paint. Commissionata dai frati Domenicani e realizzata intorno al 1290, spicca per la sua distanza dall’immobile spiritualità della pittura bizantina e anticipa la raffinatezza stilistica che Giotto raggiungerà nei crocifissi realizzati negli anni successivi. "[28], The crucifix was installed in the church of Santa Croce at the end of the thirteenth century and remained there until 1966 when the banks of the Arno river burst and flooded Florence. L’opera fu commissionata probabilmente lo stesso anno in cui si progettò la chiesa che l’avrebbe accolta: a quell’epoca era costume, infatti, concepire insieme architettura e arredo liturgico. È attribuito al 1272-1280 circa ed è alto 4,48 metri e largo 3,90. La datazione degli affreschi di Cimabue è piuttosto discorde, sebbene negli studi più recenti si sia assestata a un periodo tra il 1277, anno dell'elezione al soglio pontificio di Niccolò III e il 1283 circa.. Gli affreschi di Cimabue sono in generale in condizioni mediocri o pessime. IL CROCIFISSO NELLA CATTEDRALE DI SARZANA. Indicative sono anche le vesti dei tre personaggi raffigurati: nessuno ha abiti con l'agemina, ampiamente utilizzata nel crocifisso di Arezzo e mai più usata in tutte le opere successive del maestro. CROCIFISSO di S.M.Novella È contemporaneo al ciclo di Assisi È del tipo Christus patiens Presenta una grande umanità Mostra la sofferenza di un corpo vero (al contrario di Cimabue) – Il capo ricade inanime – Le braccia sono tese nel reggere il corpo – Non c’è la compostezza del Cristo di Cimabue – Mostra la caratterizzazione fisica e Cimabue intorno al 1288 si recò ad Assisi per realizzare nella zona del transetto della Basilica superiore alcuni cicli di affreschi. The gilding and monumentality of the cross link it to the Byzantine tradition. According to the critic Waldemar Januszczak, it was brought "around the globe in a curious, post-restoration state—part original artwork, part masterpiece of modern science ... a thirteenth century—twentieth-century hybrid. [13][26] It is relatively primitive compared to his 1290s works and is thus believed to date from his early period. [22], The crucifix measures 448 cm x 390 cm and consists of five basic physical components; a vertical board reaching from the base to the cymatium onto which Christ is nailed, two horizontal cross-arms, and two vertical pieces acting as aprons adjacent to the central board. These features, according to art historian Robert Gibbs, give him "a coarser but more personal expression". È tristemente nota per aver subito danneggiamenti importanti durante l'alluvione del 4 novembre 1966. ed è custodito nella Chiesa di San Domenico ad Arezzo. [13] His nakedness highlights his vulnerability and suffering. Her robe was originally blue, but has darkened. It is one of the first Italian artworks to break from the late medieval Byzantine style and is renowned for its technical innovations and humanistic iconography. [10], Compared to earlier works of this type, Christ's body is more physically corporeal, depicted as a real object, and his anatomy more closely rendered. The balance of measurements, especially between the width and height of the cross, seem derived from the sides and diagonals of squares, and dynamic rectangles. Oggi, per l'altissima qualità pittorica, la Croce è senza dubbio riferita al maestro, al massimo ammettendo una partecipazione della bottega in alcuni brani (Nicholson, Salvini, Garrison, Battisti, Boskovitz, Bellosi). [14], His eyes are open, and his skin is unblemished. [24] Cimabue was not rigid in his placement, however, and to accommodate the sway of Christ's body, altered the positioning of some of the boards on the lower half. New York: Syracuse University Honors Program Capstone Projects, 2014. "The Franciscans and the True Cross: The Decoration of the Cappella Maggiore of Santa Croce in Florence". [25], Due to lack of surviving documentation, it is difficult to attribute unsigned works from the period with any degree of certainty. È tristemente nota per aver subito danneggiamenti importanti durante l’alluvione del 4 novembre 1966. Aveva maturato 14 anni di esperienza e di ricerca, e i risultati sono evidenti. [23] The structure is reinforced by two full length vertical battens. Cimabue, nel Crocifisso di San Domenico ad Arezzo, concepì il corpo di Cristo, sulla croce, come una persona e non come una astratta divinità. per esteso. I lati della croce sono decorati con figure geometriche che ricordano un drappeggio. [10], His head hangs in exhaustion, and his hands bleed from the puncture wounds suffered during his nailing to the cross. La prima menzione scritta della croce risale al Memoriale di Francesco Albertini (1510), che la considerava da sempre esistente in chiesa. Cenni di Pepe, known as Cimabue (c. 1240 – c. 1302) Cimabue, pseudonimo di Cenni di Pepo (Firenze, 1240 circa – Pisa, 1302), è stato un pittore italiano. Note the 60% loss of paint refers to the existing paint at the time. Sono la Vergine e san Giovanni evangelista, a sinistra e destra rispettivamente. CROCIFISSO (1287 circa) Cimabue (1240 circa – 1302) Museo dell’Opera di Santa Croce a Firenze Legno cm. [21], Their cloaks are simpler and lack the lavish gilding of the Arezzo crucifixion. Bologna, Ferdinando. Il superamento di altri retaggi dell'arte bizantina, come la separazione netta tra i muscoli di braccio e avambraccio e la linea continua a dividere il palmo della mano e l'avambraccio, contribuiscono a post-datare l'opera rispetto al crocifisso aretino. [7][16] From about 1240, painters favoured the Christus patiens ("Suffering Christ") style: a saviour who shared the burden and pain of humanity. Both Christ's body and his semi-circular nimbus are placed at angles which rise outwards and above the level of the cross. Blood pours from the wounds in his hands as his head falls to the side from fatigue and the physical reality of approaching death. Wondering if the lead image is a photograph. Nella sua storia critica recente l'opera suscitò numerosi dubbi, anche per le difficoltà di stabilire esattamente i contorni stilistici del corpus di Cimabue in generale. di Cimabue ricevette una forte impronta classicheggiante, come è evidente nel celebre Crocifisso di Santa Croce a Firenze. Nonostante ciò restano le fotografie a testimoniare lo straordinario valore dell'opera. Cimabue ad Arezzo, Il Crocifisso Restaurato: L’opera documenta il restauro del crocifisso della chiesa di San Domenico ad Arezzo, dipinto da Cimabue (la prima opera da lui eseguita, prima del viaggio a Roma del 1272) e recentemente restituito alla sua collocazione dopo un intenso intervento di restauro. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 17 nov 2020 alle 11:12. Christ's static pose is reflective of this style, while the work overall incorporates newer, more naturalistic aspects. Restaurata con la massima cura possibile, la superficie pittorica appare oggi perduta per amplissime porzioni. Pur essendo assegnata a Cimabue dalle fonti più antiche, quest’opera ha suscitato talvolta dubbi circa la sua attribuzione…, attualmente la critica è propensa, quasi unanimemente, a riconoscervi la mano del grande Maestro. The origin of the Crucifix has often been contested, but is generally thought to be by Cimabue based on stylistic traits and mentions by both Vasari and Nicolò Albertini. Il Crocifisso di Cimabue riprende l’iconografia tradizionale del Cristo sofferenze, cioè del Cristo con gli occhi chiusi e col capo reclinato, come se fosse abbandonato al suo dolore. lo attribuiscono concordemente a Cimabue, ricordandolo nella basilica. Storia [modifica | modifica wikitesto]. Storia. Il soppedaneo in basso non è decorato. In keeping with the Franciscan idea, the gilding surrounding the mourning saints is kept to a minimum. Il tondo in alto (la cimasa) è perduto. His hands and feet seem to extend beyond the pictorial space, which is delineated by the flat, coloured borders of the cross,[5] in turn made up of at least six boards. Il pittore si formò nell'ambito della tradizione bizantina e nel gusto dei mosaici del battistero fiorentino. The water deposited oil, mud and naphtha on the wood frame,[29] which further swelled from soakage, forcing the panel to expand and bend, cracking the paint-work.